...NOLLOSO ...

E come disse una volta Socrate : l'importante è rendersene conto ( quindi per chi non lo sapesse nolloso = NON LO SO)
giovedì, 29 giugno 2006

uhm.. come come???

domanda: chissà come dovrebbero andare le cose?
cioè chi è che in qualche modo si sente di dare delle risposte a quelle tipiche domande,
del tipo: ma com'è che dovrebbe andare ?
..
la mia risposta è quantomeno scontata: io nolloso
per me sapere che c'è un modo in cui dovrebbero andare
è limitativo... è come affermare che tutti gli altri modi siano sbagliati, o che si debba
cercare di conseguire quel modo, quell'unico modo
e invece .. sono dell'idea che l'imprevedibilità di realizzazione sia il massimo
non ti aspetti che vada bene o male
semplicemente VA e lascia spazio alla meraviglia
.. e quando proprio non va ....
eh.. si CAMBIA!!!  


NollySmorfy e .. lo stupore
postato da Nollysmorfy alle ore 20:18 | link | commenti (11)
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lunedì, 19 giugno 2006

Southern Sun

aggiornamento: 25 giugno 2006

e mentre te ne stai tra le  streets  di  Londra ,
penso al modo migliore per farti sapere che mi
sono ricordata che oggi è il tuo compleanno
.. poi il blog..

ah .. per  me il numero 28 è piuttosto al TOP
(e questo perchè... perchè alla fine un pochetto ti voglio bene ...)
bacio





un piccolo omaggio ..
a una persona  a cui tengo, anche se ancora non so bene come e quanto ..e dove e perchè ...
salutino
bacio
(vedi che così perde????)

NollySmorfy e ...lui lo sa

postato da Nollysmorfy alle ore 13:10 | link | commenti (6)
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mercoledì, 14 giugno 2006

Il riflesso del 30 febbraio

Ore 7e45 come tutte le mattine apre gli occhi prima ancora che la sveglia suoni, tempo un minuto,infatti, e un suono polifonico da cellulare di ultima generazione si propaga nella stanza:è giunta l’ora di alzarsi.

Piedi a terra, si stiracchia un po’ e si trascina verso il bagno,una doccia veloce,una lavata ai denti, e uno sguardo a se stesso attraverso quello specchio quadrato con i bordi azzurri che mai riesce a riprodurre un riflesso fedele...tutte le mattine la stessa storia:“e oggi chi è quello là?”

Si veste, afferra le chiavi dell’auto e richiude la porta alle sue spalle.

Mentre è in fila al semaforo,come tutte le mattine, ascolta la sua radio preferita. E sulle note di Skin “Just let the sun “ incrocia con il suo lo sguardo di una ragazza alla guida dell’auto che lo affianca e per un istante riflette su ciò che è appena avvenuto:
uno sguardo, una mancata prontezza di dare voce a quello scambio visivo - “avrei almeno potuto salutare"-  invece si ritrova a guardare altrove.

Pensa a tutte quelle volte che gli capita,durante la giornata, di venire a contatto con delle persone di cui ricorda un profumo, una smorfia del viso,un gesto legato a un preciso momento, proprio quello in cui lui era presente, e a quante volte ha quell’istinto di comunicare, di dare un seguito agli sguardi, di abbattere quella barriera che impedisce la connessione occhi – bocca – voce .

Riflette sull’incapacità di dialogo tra le persone, su come sia difficile penetrare quello schermo protettivo che ciascuno di noi si crea quando si ritrova da solo, per la strada, in ascensore, in fila al semaforo..
....
Prende consapevolezza della sua poca predisposizione all’incontro verbale, di quanto preferisca che le parole restino pensieri, di quanto l’indifferenza abbia preso il sopravvento sulla curiosità.

La fila riprende a scorrere e lui si ritrova nel parcheggio aziendale, al posto assegnatogli dopo i 12 anni e 5 mesi (quasi) di ligio servizio.
Ancora tre minuti di marciapiede affollattissimo lo dividono dalla sua scrivania.

Mentre cammina spalla a spalla con altri individui che vagano in pensieri completamente esclusivi,  la sua attenzione viene catturata da una strana ragazza che è appoggiata ad una vetrina e che lui è convinto lo stia osservando da quando è sceso dall’auto.

Si avvicina un po’ di più,e lo sguardo di lei non si abbassa, non si ritrae ..
è giunto il momento di mettere alla prova questa sua volontà di dare inizio a un dialogo, di volersi lasciare andare alla spontaneità, di creare qualcosa che vada oltre al ricordo di un’impressione ricevuta da uno sguardo rubato.
Eppure la ragazza non sembra cambiare espressione quando lui le si avvicina, non si mostra turbata,
non un sorriso, non una piega diversa del volto - quasi lui non esistesse, non ne percepisse l’esistenza.
...
Le è quasi di fronte, inizia a dire qualcosa che suona come “ scusami , ma ..... scusa!!! ..mah.. - ehi perdonami ma - poco fa mentre ero in macchina stavo riflettendo sull’importanza di dare continuità a quella scintilla che sembra innescarsi quando due persone estranee si trovano per caso a guardarsi negli occhi e siccome mi è sembrato che .... ehi!!!.. ma mi senti ??”

In quel mentre solleva lo sguardo, come in un attimo di lucidità, quando si pensa, cazzo che figura di merda che sto a fare, e allora si cerca con lo sguardo la propria immagine riflessa per passarla sotto il controllo critico del proprio io,
...
alza lo sguardo per cercare il suo riflesso nella vetrina e non lo trova, non c’è nessuno a 5 cm dalla ragazza, non c’è lui che imbarazzato si sta guardando alla vetrina per sembrare meno a disagio e non c’è lui quello del riflesso infedele dello specchio quadrato coi bordi azzurri ..

Semplicemente non esiste.



NollySmorfy e....









postato da Nollysmorfy alle ore 00:20 | link | commenti (9)
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mercoledì, 07 giugno 2006

...i conti

...
perchè quando uno si mette un pò  a tirar le somme di quello che è .. (che poi in realtà è un pò la sommatoria di quello che gli altri ti dicono) e decide di tener conto solo delle critiche, perchè è un momento buono per farsi un pò del male ( che potrebbe anche essere una forma di grande forza....quando invece si potrebbe solo chiamarlo masochismo... che poi potrebbe invece benissimo essere prendere atto della realtà...)in quel momento non calcola che il passo che spinge l'autostima dal  precipizio affacciato  sull'insieme dei numeri negativi è veramente brevissimo...accade, dunque, che ci si ritrovi con due cuffiette inserite nelle orecchie che riproducono suoni a decibel molto alti con il solo scopo di lenire la quantità di manfrine mentali che pressano sulle pareti cerebrali quasi volessero aprire un varco,una fessura da cui far uscire quei suoni .. ma con potenza amplificata così....tanto per simulare un grido ..
non una parola.. non un insulto .. solo un suono.
.. ci  si accorge, allora, che i tentativi sono inutili..si prende consapevolezza dell'infinità dei numeri negativi .. si riesce perfino a sovrastare la musica e si continua a pensare che non ci sia molto da fare ...che in sostanza si è veramente poco incisivi, che anche il pensare di dover essere incisivi sia una debolezza e che forse la storia che la prima impressione è quella che conta è piuttosto azzeccata soprattutto per dar vita a una semplice domanda: ma chi cazzo siamo? 
E' poi così importante poi sapere chi si è? E' importante conoscere le impressioni che gli altri percepiscono di te? E possono queste impressioni influenzarti a tal punto da rendere i tuoi comportamenti "indotti" piuttosto che "autentici" e quindi, perdere un pò di spontaneità? E se così fosse come si fa a distinguere l'essere-personaggio  dall'essere-essere?
...
E se si decidesse di smettere di volere impressionare, che cosa resta?
e poi, cazzo ..... cazzo ... cazzo.. a cosa serve tirare le somme?


NollySmorfy e.. stasera nolloso davvero
postato da Nollysmorfy alle ore 22:05 | link | commenti (11)
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Chi sono

Utente: Nollysmorfy
Nome: Cristiana
spesso e volentieri mi faccio i cazzi miei con una buona musica di accompagnamento e... x il resto..boh.. appena lo so ve lo dico!

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